Jive
Influenzato dal Swing, dal Blues e dal Lindy Hop negli anni '30, si sviluppò in America nel periodo che va dalla fine della prima guerra mondiale, alla vigilia della seconda, e portato in Europa dai soldati americani nel 1940, ove s'inserì il ritmo Boogie e Bebop, seguito dal Rock'n'roll negli anni '50.
Non si sa bene, però da dove derivi il nome.
Fu inventato ad Harlem, nella notte del 21 Maggio 1927 al Savoy Ballroom, ove si stava festeggiando un rilevante evento: la prima traversata dell'Oceano Atlantico, senza scalo, da parte di Charles Augustus Lindbergh, il celebre aviatore americano, soprannominato: "l'Aquila solitaria", il quale planò vittorioso a Parigi a bordo del velivolo: "Spirit of Saint Louis".
Nella sua prima formulazione, il Jive fu ballato esclusivamente da ballerini neri. Successivamente fu ripreso dai bianchi, i quali vi aggiunsero numerose figure e vi apportarono modifiche tecniche, che ne complicarono e ne appesantirono l'esecuzione.
Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, con l'evoluzione del Jazz verso il Bebop, il Jive fu sottoposto ad una serie di revisioni e perfezionamenti stilistici che ne hanno fatto uno dei balli ancor oggi più prestigiosi a livello internazionale.
Il suo ritmo di 4/4 è frenetico, non a caso è uno dei balli che appartengono al genere Jitteburg, da Jiitters, ovvero: "nevrastenia".
Le sue figure richiedono stile, resistenza fisica, forza ed elasticità, con un uso delle mani che hanno un ruolo determinante, non inferiore a quello dei piedi.
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 24 Luglio 2009 14:48 )


